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Come valutare le idee imprenditoriali innovative

Quante volte ti sei chiesto come valutare le idee imprenditoriali? Molti di noi “creativi” hanno veramente molte idee ….. anche 2 o 3 al giorno! poi ce le dimentichiamo subito, a meno che, come mi disse una volta un amico, non te le appunti su un diario.

Ma di tutte queste idee quali sono quelle potenzialmente buone da sviluppare? Tutte o nessuna non possiamo saperlo “a priori”. Quello che conta sono le “prove” …. proprio come in un processo!

Inoltre, nel progredire di questa società post-industriale, in cui gli scenari sono instabili, e’ sempre piu’ difficile valutare le idee proprie, figuriamoci quelle degli altri!

Proprio per questo da alcuni anni ho iniziato ad utilizzare dei metodi che possano limitare il rischio. Limitare non significa eliminare e sopratutto per limitare molto bisogna avere molta esperienza e aver sbagliato molte volte (cosa che mi e’ certamente capitata negli ultimi anni).

Il processo di innovazione diventa sempre piu’ management. L’idea imprenditoriale viene “validata” attraverso l’errore e sopratutto la raccolta del feedback sull’errore in un processo veloce che permette di limitare l’investimento sia in termini economici sia di tempo.

Quindi, in questo post, piu’ che di “Valutazione” vorrei parlare di “Validazione” e di come il metodo Lean Startup inventato da Eric Ries può aiutarci a costruire le “prove” che la nostra idea imprenditoriale ha potenzialmente un futuro roseo.

 

Come valutare le idee imprenditoriali

Prima di tutto cosa significa “validare” un’idea imprenditoriale?

Nell’approccio tradizionale si da molto valore all’idea, alla sua riservatezza (richiesta NDA) e alla facoltà di investimento dell’imprenditore.

Nell’approccio Lean si da valore al problema da risolvere, al cliente, al feedback, alla flessibilità dell’imprenditore ad imparare.

La validazione iniziale con il metodo Lean consiste quindi nell’individuare un cliente (early adopter) disposto a pagare per la risoluzione di un problema. Una volta validato il problema/cliente, si passa a costruire la soluzione (MVP – prodotto minimo funzionante) trasformando i problemi validati in benefici. A fine workshop avremo trovato una o piu’ categorie di clienti che sono disposti a pagarci perché attraverso il nostro MVP siamo in grado di risolvere un loro problema.

Minimum Viable Product

Il processo di sperimentazione si svolge attraverso il Workshop Lean Startup , fra gli strumenti piu’ utili c’e’ sicuramente la Javelin Board.

Provate, sperimentate, sbagliate!

A seguito del processo di validazione dell’idea imprenditoriale e’ possibile stabilire quali sono i progetti da trasformare in prodotti e quelli da abbandonare.

IMPORTANTE: fino a questo punto puo’ arrivarci chiunque, non c’e’ bisogno di programmatori e/o figure tecniche specifiche.

Possiamo organizzare e svolgere il workshop Lean Startup per aziende, coworking, istituzioni, incubatori.

Richiedi la nostra presentazione scrivendo a curealte @ gmail .com (attenzione agli spazi)!

* The Lean Startup is a trademark and service mark owned by Eric Ries.

La TV del futuro, scenari e idee

Come funzionerà la tv del futuro? In questo articolo ho buttato giù un pò di idee su possibili scenari prossimi.

Mentre molti servizi sono diventati interattivi a due vie, la tv è rimasta un sistema di distribuzione contenuti a 1 via, un broadcast classico.

Certo, esiste il c.d. “second screen”, che permette agli utenti del programma tv, attraverso uno smartphone, un tablet  di interagire attraverso i social network di commentare con hashtag e colpi di tweet, ma qui si ferma l’ interattività televisiva.

Contenuti TV in esclusiva

C’è un problema di fondo. Per avere la tv del futuro c è bisogno che i contenuti siano svincolati dai canali. Mi spiego meglio con un paragone con la musica.
Vi immaginate se l’ultima canzone di un artista famoso possa essere riprodotta solo da una radio per 1 anno? sarebbe un monopolio, un blocco allo sviluppo artistico e creativo della musica. Ecco, questo è quello che succede ancora oggi per la tv. Ci sono pochi produttori di contenuti e le produzioni possono essere visti solo su 1 canale televisivo spesso attraverso il pagamento di un canone extra.
Per lo sviluppo di questo modello servono ancora alcune cose fondamentali:
– banda per la diffusione di contenuti via web in streaming
– tecnologie per la compressione del segnale video in HD
– Piccole produzioni diffuse di qualità.

Per quanto riguarda la banda è indispensabile che si facciano questi benedetti investimenti in infrastrutture di cui si parla da anni in Italia e in molte altre parti del mondo. Cosa aspettiamo ancora ad attuare l’Agenda Digitale?
Nelle tecnologie di compressione video sono stati fatti dei passi avanti e nei laboratori Netflix a Los Gatos è stato messo a punto un algoritmo per regolare automaticamente la qualità dello streaming in funzione della banda disponibile da un min di 500kbits x secondo fino a 25mega x riprodurre in Ultra HD…. e cosi finalmente il mio telefono voip di casa potra funzionare anche in contemporarea ad uno streaming, incredibile!

Bisognerebbe quindi che ci fosse una produzione di contenuti di qualità che possano essere diffusi via web. A supporto di questo modello è stato fatto un grande lavoro di democratizzazione da servizi quali Youtube , YouReporter, etc…

Per la tv del futuro lo scenario è in assoluta evoluzione, ma una cosa è certa, Sky sarà sempre più in difficoltà e il suo decoder proprietario sempre più un pezzo da Museo della Tecnologia.